CITTADINI A META’

Nove volti per un diritto

E’ stata presentata, nella sede di via Porta Catena, a Salerno, la campagna dell’ARCI per il diritto di voto amministrativo agli immigrati residenti.

Presenti, oltre al Presidente di ARCI Salerno, Giuseppe Cavaliere, e all’ideatore della campagna, Francesco Arcidiacono, i nove “testimonial” della campagna, provenienti da ogni angolo del mondo – dal Senegal allo Sri Lanka, dalle Filippine alla Russia – tutti regolarmente iscritti all’anagrafe ed esclusi dal voto.

“Quella dell’ARCI è una vera e propria campagna parallela – ha spiegato Francesco Arcidiacono – con tanto di facce in quadricromia, slogan, simboli e santini, lanciata allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il diritto di voto negato agli immigrati residenti in Italia.
I nove testimoni, che rappresentano idealmente tutti quegli italiani di fatto, privati di un diritto politico fondamentale, sono stati santinizzati e saranno protagonisti di una vera e propria incursione nella campagna elettorale”. “Grazie alle foto di Fabio Monetti e alla grafica di Peppe Marino – ha concluso Arcidiacono – la loro immagine circolerà da oggi in città e in tutta in Italia, su migliaia di bigliettini (elettorali) e su Internet,  mediante i social-network e la posta elettronica”.

“A differenza di quanto accade in molti paesi europei – ha specificato Giuseppe Cavaliere – in Italia gli immigrati extra-comunitari regolari non possono votare neanche alle elezioni amministrative. Considerando le difficoltà di accesso alla cittadinanza italiana, a meno che non sia acquisita per matrimonio (ci vogliono dieci anni di residenza e una certa soglia di reddito), risultano esclusi dal diritto di voto tantissimi immigrati che vivono qui da anni, che lavorano e pagano regolarmente le tasse in questo Paese”. “Se ci concentriamo sulla città di Salerno – ha proseguito – possiamo fare in breve un punto. Gli stranieri residenti sono circa 4.000, e il 94% circa sono maggiorenni. Tra questi, potranno votare alle prossime elezioni amministrative soltanto i cittadini comunitari che sono circa un terzo, soltanto se si sono iscritti in tempo alle liste elettorali. Tutti gli altri, i cosiddetti extra-comunitari, ucraini e filippini in testa, saranno esclusi dal voto. Stiamo parlando pertanto di circa  2.500 persone”.

Si tratta davvero di cittadini a metà, come recita lo slogan della campagna, anticipata sulla copertina dell’ultimo numero di “ALCHIMONDO”, il periodico a diffusione gratuita di ARCI Salerno sulle tematiche dell’immigrazione.
E cittadini a metà sono le cosiddette “seconde generazioni”, ovvero i figli degli immigrati nati e cresciuti qui in Italia: quasi un milione di giovani che attendono da anni una legge che li faccia diventare cittadini di diritto.
“Perché oggi – ha affermato Cavaliere – chi nasce in Italia da genitori stranieri, è destinato, una volta maggiorenne, a mettersi in coda per il permesso di soggiorno. E molto probabilmente dovrà attendere anni ed anni prima di poter votare, vivendo così la paradossale condizione di  straniero in casa propria”.

Tra gli intervenuti, oltre a Nancy e Amor della comunità filippina, Nihal Perera (Sri Lanka) e Mihretu Ghide (Eritrea), segnaliamo la giovane G.L., studentessa. E’ stata lei la prima a metterci la faccia, scegliendo di diventare testimonial della campagna.
Ha 19 anni, è nata in Ucraina ed è cresciuta a Salerno. “A differenza dei miei coetanei dei miei compagni di liceo, al voto per la prima volta – ha affermato –  io non potrà votare alle prossime amministrative, non parteciperò alla scelta del sindaco e dei consiglieri comunali della mia città”.

La campagna dell’ARCI vuole provare a dare un contributo per smuovere le coscienze, sensibilizzare l’opinione pubblica, suscitare l’attenzione del mondo politico. A tale proposito, Cavaliere ha voluto ricordare, in conclusione, il disegno di legge di iniziativa parlamentare, promosso nel 2009, rigorosamente bipartisan (tra i primi firmatari Veltroni, Perina, Leoluca Orlando), che mirava a riconoscere il voto amministrativo agli immigrati con cinque anni di residenza e che è stato bloccato dal Governo a trazione leghista.

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