Il volontariato e la protezione civile: la PA Corbara si racconta

Nasce nel 2006 l’associazione P.A. Corbara.

L’Organizzazione di Volontariato, formata da 30 giovani volontari, svolge la sua attività nel piccolo comune di Corbara, cerniera naturale tra la Piana dell’Agro- Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana; luogo dal delicato equilibrio geo- naturalistico che l’associazione controlla con un’attenta e continua opera di monitoraggio ambientale.

È il presidente dell’Associazione Antonio Giordano, che nella vita si occupa di sicurezza sul lavoro, a raccontarci  l’associazione.

Antonio perché è stata fondata l’associazione?

Per dare una risposta al territorio. Nel nostro comune non ci sono molte attività per i giovani, dopo la scuola calcio i ragazzi non avevano tante attività da compiere. La nostra associazione è formata principalmente da giovani, ragazzi e ragazze,  con un’età media intorno ai 25 anni.

Di cosa vi occupate?

Di tante attività. Siamo la prima associazione di Corbara ad avere a disposizione un’ambulanza destinata al trasporto di persone che ne hanno bisogno per motivi sanitari o sociali; svolgiamo inoltre l’attività di banco alimentare e poi come Pubblica Assistenza ci occupiamo di protezione civile.

Nello specifico?

Lavoriamo tutto l’anno sul tema della protezione civile con un’attenta azione di monitoraggio del territorio. In estate svolgiamo attività di Anticendio Boschivo (AIB) con le squadre di avvistamento formate da 4 volontari attivi tutta la giornata.

Cosa fanno i volontari?

Controllano il territorio. Verificano per esempio che ci siano le minime misure di sicurezza durante l’accensione di fuochi nei fondi, controllando che le puliture non siamo troppo vicino ai boschi e nel caso accada, invitano a spegnere il fuoco.

Come sono andati quest’anno gli incendi sul vostro territorio?

Un unico incendio sulla provinciale, a cui abbiamo fatto fronte grazie anche al supporto di altre associazioni del territorio che con i loro mezzi ci hanno aiutato a controllarlo e spegnerlo. I mezzi antincendio hanno lavorato dall’alto mentre, le squadre di volontari hanno lavorato dal basso realizzando un viale tagliafuoco e abbattendo le fiamme con pale e flabelli.

Quanto sono pericolosi gli incendi?

Gli incendi mettono in pericolo tutta la comunità, sia per le fiamme sia perche creano danni al delicato equilibrio idrogeologico del nostro territorio.

Sono diminuiti gli incendi?

In questi anni sì, nel 2006 erano 5 da terra. Mentre su quelli d’altura intervengono i mezzi aerei nazionali, come i canader o i regionali con gli elicotteri. A Corbara abbiamo in dotazione una vasca di accumulo d’acqua di 32 mila litri posizionata al campo sportivo del comune. Il nostro compito e approvvigionare di acqua e innaffiare il terreno del campo. L’attività viene svolta insieme al Corpo Forestale dello Stato.

Ci sono raccomandazioni particolari per i volontari che intervengono sugli incendi?

Un’unica raccomandazione: l’associazione non ha bisogno di eroi. Ogni volta che usciamo comunichiamo ai Vigili del Fuoco che stiamo intervenendo. Non vogliamo sostituirci alle Forze dell’Ordine, ma collaboriamo con quest’ultime per lo stesso fine: la tutela del territorio.

 In inverno invece?

Svolgiamo sempre attività di controllo e monitoraggio del territorio, nello specifico una squadra di volontari, durante condizioni metereologiche avverse, verifica lo stato del torrente Corbara, le zone più impervie e come accade spesso, aiutano gli automobilisti in difficoltà.

 Anche voi siete intervenuti durante l’Alluvione di Atrani?

Siamo stati i primi ad arrivare. Abbiamo bloccato il passaggio di un autobus in una zona a rischio sul Valico dei Chiunzi e poi abbiamo supportato la comunità ripulendo diversi locali dal fango. Un proprietario di un noto ristorante del posto ci definì “Gli angeli di Corbara”.

Cosa si prova quando ci si trova di fronte ad un evento di questo tipo?

Una grande desolazione. La piazzetta di Atrani era invasa da fango, le auto e i motorini erano accatastati uno sopra l’altro. L’unica cosa che puoi fare in questo caso, come volontario è lavorare, ti rimbocchi le maniche e dai una mano.

Avete partecipato anche ad altre emergenze?

Nel 2009 tre volontari sono partiti per l’Abruzzo in supporto ai campi di accoglienza e lo stesso quest’anno in Emilia, le mie vacanze sono trascorse in un campo, nel comune di Mirandola sempre in Emilia come volontario. In queste occasioni ci si rende conto di quanto, alcune cose che diamo per scontato, in realtà possono venire a mancare da un momento all’altro.

Per info:
P.A. Corbara
E-mail: p.a.corbara@alice.it
Sito internet: www.pacorbara.it

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