Porte aperte

“Porte aperte”: il volontariato sempre più protagonista nelle scelte strategiche e nella governance dei Centri di Servizio.

Si è chiusa domenica 8 novembre a Napoli la Conferenza annuale di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato.
Una conferenza realizzata in collaborazione con i CSV della Campania e vissuta all’insegna del confronto ampio e partecipato, grazie agli oltre 270 partecipanti di 60 CSV presenti (i CSV soci sono 69 su 72 attivi in Italia) a cui si sono uniti importanti interlocutori del sistema dei Centri di Servizio.Conferenza_CSVnet_2015_412_230

Otto gruppi di lavoro tematici hanno animato il dibattito, uno dei quali ha ospitato rappresentanti delle reti nazionali che si sono rese disponibili a riflettere insieme sulle attuali sfide della promozione del volontariato con l’obiettivo comune di coinvolgere una fascia sempre più ampia di popolazione, ed in particolare i giovani, in una esperienza di fattiva solidarietà.

In Conferenza presenti esponenti di Anfass, Anpas, Anteas, CDO Opere sociali, Centro Sportivo Italiano, Lega Ambiente, Libera, Mo.Vi., Touring Club oltre a ConVol.

Significativo è stato poi il confronto con le istituzioni, in particolare con i relatori della Riforma del Terzo Settore. Molti sono gli aspetti ancora da chiarire e permangono motivi di forte preoccupazione sull’impianto della riforma ma non mancano punti di convergenza. CSVnet si è riconosciuto in sintonia con le argomentazioni avanzate dai relatori – on. Donata Lenzi e sen. Stefano Lepri – convinti della necessità che i CSV del “dopo Riforma” assicurino, nella propria governance, pieno coinvolgimento ed ampia partecipazione del volontariato locale.

“Il principio della “porta aperta” – dichiara Stefano Tabò, presidente di CSVnet – è già contenuto nelle nostre linee guida elaborate nel 2011. In base a tale impostazione, si tratta di assicurare regole e strumenti per consentire alle organizzazioni di volontariato presenti in un dato territorio di concorrere alle scelte strategiche del proprio CSV, ivi compresa l’elezione dei suoi organi sociali. È il momento di convenire sul fatto che questa sia condizione necessaria alla gestione di tutti i CSV”. CSVnet, non a caso, ha da subito accolto l’idea di una riforma normativa inerente alla gestione e al controllo dell’attività dei CSV, auspicando pubblicamente criteri e procedure comuni a tutte le regioni del nostro Paese.

Il principio della “porta aperta”, dunque, non è il solo che si può e che si deve prendere in considerazione: c’è in gioco un progetto complessivo destinato ad assicurare coerenza e qualità nella promozione del volontariato italiano. Risulta tuttavia evidente che occorre dare concretezza e fattibilità ad ognuna delle affermazioni teoriche del futuro dettato normativo. CSVnet, pertanto, si impegna da subito ad evidenziare e mettere a disposizione le diverse soluzioni contenute negli statuti con le quali numerosi CSV hanno fin qui concretamente declinato il principio della “porta aperta” nella propria governance. Portare a fattor comune le buone prassi esistenti è uno dei compiti di CSVnet ma è anche uno degli obiettivi della Riforma”.